Pinterest: pins, repins, boards

Mercoledì 6 Febbraio 2013

Nel giugno 2012 Pinterest (pinterest.com) ha superato la soglia dei dieci milioni di iscritti, diventando il social network con la più alta velocità di espansione nella storia. Il nome Pinterest è il risultato della fusione tra i termini inglesi pin (che vuol dire “puntina”) e interest (interesse), e in effetti ogni utente ha a disposizione una pagina su cui può “appuntare”, come in una ideale lavagna di sughero, i diversi contenuti che trova in rete.

Il sito offre la possibilità di catalogare video e immagini suddividendoli in diversi boards (lavagne) che possono essere arricchiti con altri contenuti condivisi pubblicamente da altri utenti. L’effetto finale è quello di un profilo che offre in un’unica schermata la possibilità di vedere diverse bacheche tematiche, che i followers della pagina possono commentare, seguire in ogni aggiornamento e a loro volta divulgare. Il meccanismo può apparire complicato, ma la veloce diffusione di Pinterest fuga da sola ogni dubbio: la rapidità e la versatilità di condivisione e l’intuitività dell’interfaccia rendono immediatamente facile avviare e gestire le proprie bacheche.

L’attenzione che Pinterest ha suscitato negli ultimi tempi, tuttavia, non è da attribuire solo alla sua rapida diffusione: il social network ha colpito soprattutto per la sua grande versatilità. Di qualche settimana fa la notizia, per esempio, della pubblicazione di una pagina curata dalla polizia di Philadelphia (https://pinterest.com/phillypolice/), che ha deciso di utilizzare vari boards, ciascuno dedicato ad una zona della città, per segnalare le foto dei ricercati e ottenere informazioni dai cittadini. Lo stesso sistema era stato usato in precedenza dal  Mercury, un giornale della Pennsylvania (http://pinterest.com/themercury/wanted-by-police/), e secondo la polizia locale la collaborazione dei followers ha incrementato del 58% il numero degli arresti (http://www.pottsmerc.com/article/20120907/NEWS01/120909663/mercury-readers-help-police-find-wanted-persons&pager=full_story#full_story).
Naturale, dunque, che Pinterest abbia attirato l’attenzione anche delle aziende: diversi marchi internazionali del calibro di Chanel (http://pinterest.com/cocoinred/) e Louis Vuitton (http://pinterest.com/LouisVuitton/) hanno una loro pagina e raccolgono migliaia di followers che diffondono e commentano i loro pins. La natura essenzialmente grafica di Pinterest lo rende particolarmente adatto alla circolazione virale di immagini tratte dai cataloghi delle aziende, che finiscono per raggiungere, di repin in repin e rimbalzando di lavagna in lavagna, anche utenti normalmente al di fuori rispetto al target naturale dei prodotti commercializzati. A questa pratica si aggiunge la possibilità di implementare, nelle proprie pagine web aziendali, il “pin it button” che consente agli utenti di condividere in modo immediato la pagina visualizzata sul proprio profilo.

L’interesse per Pinterest nel mondo del web-marketing non è solo da attribuirsi, tuttavia, alla sua elevata viralità, ma anche alle caratteristiche della sua utenza. Il sito Buzz Referrals ha pubblicato qualche mese un’interessante grafica (http://blog.buzzreferrals.com/2012/06/whats-interest-with-pinterest.html) che mette in luce le peculiarità di questo social network rispetto a Twitter e Facebook. Le statistiche, che partono da rilevazioni effettuate sull’utenza statunitense, mettono in luce che gli utenti di Pinterest sono in prevalenza donne (sembra però che il rapporto in Italia sia inverso, con quasi l’80% di utenti uomini) e che i membri di questo social network sono particolarmente attenti allo shopping on line. Da aggiungere a queste considerazioni, le valutazioni sull’età media degli utenti – tendenzialmente più alta rispetto a Facebook – e sul loro maggiore potere d’acquisto.

Se Pinterest si candida a diventare, per tutti questi motivi, uno dei canali promozionali più interessanti nel panorama del web-marketing, per sfruttare adeguatamente le sue potenzialità è tuttavia necessario prestare particolare attenzione alle specifiche strategie comunicative che questo social network impone. Un social media che non si basa sul like ma prevede la partecipazione attiva degli utenti, che selezionano e valutano cosa condividere nei loro boards, esclude per sua natura qualunque facile “distrattore” e punta con forza sull’impatto estetico ed emotivo dei contenuti. Per questo la natura di Pinterest richiede, da parte delle aziende, un’enorme attenzione ai contenuti che si desidera diffondere: una cura estrema nella selezione, nella realizzazione e nell’ideazione di ogni immagine è la base necessaria per sfruttare tutte le grandi potenzialità di questa piattaforma.

 

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